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Concorso di persone nei reati di emissione e utilizzazione di fatture false

La sentenza 45525/2023 della Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso proposto da un imputato condannato per i reati di Emissione e Dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistentiprevisti rispettivamente dagli artt. 8 e 2 del D. Lgs. 74/2000.

La difesa dell’imputato lamentava
violazione di legge in relazione all’art. 9 del D. Lgs. 74/2000 in quanto, secondo la tesi difensiva, chi emette fatture per operazioni inesistenti non è punibile a titolo di concorso nel reato dichiarativo di cui all’art. 2.

I giudici del Supremo Collegio hanno dichiarato inammissibile il ricorso sulla base della seguente motivazione:

«E' pacifico, per stessa ammissione del difensore, che il S. abbia agito sia come amministratore di fatto della società che ha utilizzato le fatture per operazioni inesistenti, sia come amministratore di diritto delle varie società "cartiere" emittenti.

Orbene, confermando l'interpretazione dal G.u.p., correttamente la Corte di merito ha escluso, nel caso in esame, l'operatività della disciplina derogatoria prevista dall'art. 9 d.lgs. n. 74 del 2000, in ciò facendo corretta applicazione del principio, affermato senza soluzione di continuità sin dal 2011 e con il quale il ricorrente non si misura criticamente, a tenore del quale la disciplina in deroga al concorso di persone nel reato prevista dall'art. 9 d.lgs. n. 74 del 2000 non si applica laddove amministratore delle società, rispettivamente emittente ed
utilizzatrice delle stesse fatture per operazioni inesistenti, sia la medesima persona fisica
(Sez. 3, n. 47862 del 06/10/2011, Ercolini, Rv. 251963; in senso conforme, tra le più recenti, Sez. 3, n. 2859 del 30/11/2022, dep. 24/01/2023, Dentice, Rv. 284067; Sez. 3, n. 34021 del 29/10/2020, Rossinelli, Rv. 280370; Sez. 3, n. 5434 del 25/10/2016, dep. 06/02/2017, Ferrari, Rv. 269279).

Invero, la ratio alla base dell'art. 9 d.lgs. n. 74 del 2000 è di evitare che
l'emittente di una fattura per operazioni inesistenti possa essere punito a titolo di concorso nell'utilizzazione di detta fattura e, corrispondentemente, che l'utilizzatore della fatture per operazioni inesistenti possa essere punito a titolo di concorso nell'emissione della fattura medesima. L'esclusione posta dalla norma fa salva, invece, l'ipotesi in cui uno stesso soggetto direttamente provveda a emettere fatture false e, sempre direttamente, utilizzi tali fatture false ai fini dell'indicazione nella dichiarazione annuale di elementi passivi fittizi.

Diversamente opinando, del resto, si genererebbe l'inconveniente di dover determinare quale dei due reati - la dichiarazione fraudolenta di cui all'art. 2 o l'emissione di fatture false di cui all'art. 8 - debba essere punito e quale, invece, debba essere ritenuto non punibile; non è certo un caso, infatti, che manchi, nel sistema sanzionatorio delineato dal d.lgs. n. 74 del 2000, una disposizione che indirizzi su come effettuare una tale scelta, essendo, anzi, tale mancanza un'ulteriore conferma dell'impossibilità di ricomprendere nella deroga stabilita dall'art. 9 al principio di cui all'art. 110 cod. pen. fattispecie diverse da quella del concorso di persone.

Ciò che rileva, quindi, ai fini dell'esclusione del divieto di cui all'art. 9, è che la medesima persona operi sotto una duplice veste, ossia come amministratore del soggetto giuridico che emette le fatture e come amministratore che quelle fatture utilizza: situazione, questa, pacificamente acclarata nel caso in esame
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