Covid-19, case di riposo e responsabilità penale
Il GIP presso il Tribunale di Bologna, a seguito della celebrazione di udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione, il 24.2.22 ha pronunciato ordinanza di archiviazione – qui allegata – in relazione a diverse ipotesi di cooperazione nei delitti colposi di omicidio e di lesioni personali, astrattamente cagionati dal virus Covid-19, avvenuti tra febbraio e marzo 2020 all'interno di una casa di riposo per anziani.Dopo aver dato atto che nel caso concreto non è rinvenibile la violazione di una norma cautelare, il giudice ha affermato l’insussistenza del nesso di causalità tra le (presunte) condotte omissive contestate agli indagati e i decessi e le lesioni sopra menzionati.
Ciò in quanto ha ritenuto che «non sia addebitabile al personale dirigenziale della struttura … alcuna responsabilità penale per la morte dei pazienti e la contrazione del virus da parte di alcuni suoi dipendenti. Infatti, affinché detta responsabilità possa essere ritenuta sussistente, è necessario innanzitutto individuare e dimostrare la violazione di una regola cautelare, successivamente, dimostrare il nesso causale tra condotta ed evento. Nel caso di specie non rileva né la condotta corretta che avrebbero dovuto tenere gli odierni indagati, né è dimostrabile il nesso di causalità, ovvero che tenendo una condotta diversa da quella messa in opera si sarebbe concretamente evitata sia la morte dei pazienti, che il contagio degli OSS. Non è infatti possibile dimostrare con una probabilità vicina alla certezza che l’adozione di comportamenti diversi avrebbe evitato sia il contagio che l’evento morte, e neanche ulteriori atti di indagine potrebbero in alcun modo dirimere la questione».
Infine, indichiamo il link di una nostra precedente news sul medesimo argomento.