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Modello 231 adeguato e rappresentanza dell'ente

Con l’allegata sentenza 35387/2022 la Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso proposto, in fase cautelare, da alcune persone fisiche e da una persona giuridica avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame.

In particolare, la difesa dell’ente aveva proposto ricorso per cassazione avverso la predetta ordinanza per mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, in quanto la declaratoria di inammissibilità del ricorso innanzi al riesame, fondata sulla incompatibilità di uno degli indagati a nominare il difensore della società indagata dell'illecito amministrativo, non aveva considerato che sussistevano nel caso di specie i requisiti di imprevedibilità ed urgenza, per cui i diritti di difesa della società non potevano essere garantiti in nessun altro modo, avendo l'amministratore accentrato a sé tutti i poteri di gestione e non essendoci alcun soggetto delegato.

I giudici del Supremo Collegio hanno rigettato
il predetto motivo di ricorso motivando, tra gli altri argomenti rassegnati, che:

«non va dimenticato che il sistema della responsabilità amministrativa degli enti è volto proprio a sollecitare le persone giuridiche all'adozione di modelli organizzativi al fine di prevenire i reati rispetto ai quali possa sorgere la loro responsabilità amministrativa, strutturando la propria organizzazione in modo da adeguare l'intervento nel caso in cui dalla propria attività possa conseguire un'indagine penale. Questo Collegio ritiene pertanto che un modello organizzativo adeguato deve considerare l'ipotesi - ovviamente da scongiurare in forza della predisposizione delle altre regole cautelari autoprodotte nel modello stesso - in cui il legale rappresentante sia ad essere indagato per un reato presupposto all'illecito amministrativo ascritto a carico dell'ente, e si trovi quindi in una situazione di conflitto con gli interessi dell'ente, in maniera tale che l'ente possa provvedere a tutelare i propri diritti di difesa provvedendo alla nomina di un difensore da parte di un soggetto specificamente delegato a tale incombente per i casi di eventuale conflitto con le indagini penali a carico del rappresentante legale».
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