Quando il rischio ambientale diventa un problema di governance
4.346 tonnellate di rifiuti: quando il rischio ambientale diventa un problema di governance
Cassazione penale n. 42375/2024: cosa sottende un caso di gestione illecita di rifiuti per chi amministra un'impresa.
4.346 tonnellate di rifiuti plastici.
Balle di plastica compattate, del peso di circa una tonnellata ciascuna.
Abbandonate all'interno di un capannone.
Non parliamo di un'anomalia difficile da vedere.
Parliamo di migliaia di tonnellate di plastica accumulate all'interno di un immobile.
La vicenda è arrivata davanti alla Corte di Cassazione sentenza n. 42375/2024.
Il procedimento si è concluso, per quanto qui interessa, con condanne nei confronti delle persone fisiche e con la dichiarazione di responsabilità di due società per l'illecito amministrativo previsto dall'art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001.
Ma il punto sul quale vale la pena soffermarsi, per chi amministra un'impresa, è un altro.
Quanto deve diventare grande un'anomalia prima che qualcuno, in azienda, la veda e si attivi?
Pensiamo alla gestione dei rifiuti.
Autorizzazioni. Classificazioni. Trasporti. Conferimenti. Documenti. Responsabilità. Controlli.
Avere procedure, documenti e soggetti responsabili non significa necessariamente essere in grado di intercettare ciò che non sta funzionando come dovrebbe.
Ed è qui che il problema ambientale diventa un problema di governance.
Chi deve accorgersi che qualcosa non funziona?
Quale informazione deve far scattare un controllo?
A chi deve arrivare?
Chi deve intervenire?
E soprattutto:
rimane traccia di tutto questo?
Sono domande che vanno oltre il singolo rischio ambientale.
Riguardano il modo in cui l'impresa individua i rischi, attribuisce responsabilità, organizza i controlli, fa circolare le informazioni e interviene quando emerge un'anomalia.
Quando il problema è già diventato un procedimento penale, il rischio non si governa più.
A quel punto si ricostruisce dopo ciò che è accaduto prima.
Ed è quella ricostruzione che l'impresa dovrebbe sempre poter rendere possibile attraverso le evidenze rimaste.
Decisioni.
Responsabilità.
Controlli.
Flussi informativi.
Segnalazioni.
Interventi.
Documenti.
Perché, a quel punto, arriva una domanda molto semplice:
“Fammi vedere.”
Chi doveva controllare.
Quali informazioni riceveva.
Se l'anomalia è stata rilevata.
Cosa è stato fatto.
Non si tratta soltanto di poter mostrare che una procedura esisteva o che un responsabile era stato formalmente individuato.
Il punto è poter ricostruire come l'organizzazione abbia concretamente funzionato e quali evidenze siano rimaste delle decisioni assunte, dei controlli effettuati e degli interventi eventualmente adottati.
Un'Impresa Difendibile™ non è un'impresa nella quale i rischi non esistono.
È un'impresa organizzata per identificarli, governarli, intercettare le anomalie e documentare ciò che è stato fatto.
Prima che serva dimostrarlo.
In allegato a destra il Pdf della sentenza